Oggi è uno di quei giorni…

21 08 2009
Oggi è uno di quei giorni che la diga del cervello non regge ed il cuore pompa sangue impazzito verso l’alto, fregandosene del resto del corpo.
Oggi è uno di quei giorni che si farebbe meglio a starsene chiusi in una stanza con l’essenziale per non pensare e il necessario per non soccombere.
Oggi è uno di quei giorni in cui anche chi, come me, sorride sempre, vede scivolare in volto sorrisi sporcati da bilanci mai troppo quadrati e sempre troppo in debito verso qualcuno.
Oggi è uno di quei giorni in cui dovrei mettermi di spalle al mondo e appendere quel cartellino dalle forme diverse ma dalla sostanza identica che trovi in ogni albergo: DO NOT DISTURB.
Oggi è uno di quei giorni in cui non sei mai in pari, in cui ti rendi conto che hai capito tutto del mondo ma ti pesa tremendamente capire che il mondo non ha capito un cazzo di te!
Oggi è uno di quei giorni che se dovessi partire nessuno se ne accorgerebbe che tanto si dice che ora io sia libero di fare ciò che voglio…
Oggi è uno di quei giorni in cui non esisti ma in qualche modo provi a vivere senza aspettarti un qualche risultato.
Oggi è uno di quei giorni che vorrei fosse subito notte per chiudere gli occhi e sognare, sognare, sognare…




Siamo alle solite…

20 05 2009

Riprendo un mio articolo su di un sito locale della mia ridente cittadina posta a mt. 232 sul livello del mare (CORATO), per manifestare tutto il mio disgusto nei confronti della politica.

 

E’ proprio il caso di dirlo: ci risiamo!

Elezioni alle porte e solito can can di bombardamento cartaceo e mediatico di tanti presunti benefattori della comunità.

Ovviamente tutto contornato dai soliti slogan infarciti di impegni e promesse.

C’è chi si fa in quattro quando uno basta e avanza, c’è chi sceglie presumendo che gli altri scelgano in maniera identica, c’è chi è vicino al territorio anche se non si vede mai, c’è chi usa il dialetto scimmiottando un vecchio spot pubblicitario di divani, c’è chi organizza conferenze sulla legalità delle modalità di campagne pubblicitarie elettorali, salvo poi tappezzare tutto il tappezzabile. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Poi vai a sfruculliare nella rete e trovi notizie del genere http://www.camelotdestraideale.it/2009/02/23/i-partiti-si-regalano-un-bel-condono-per-le-affissioni-abusive/.

Sì, perché poi a ben vedere, tutto, come sempre, grava sulle spalle e sulle tasche di noi poveri cittadini e contribuenti. E i partiti ingrassano.

Alla faccia della crisi!

Alla faccia dell’emergenza terremoto!

Perché puoi vivere tutte le crisi che vuoi, puoi vivere tutte le emergenze che vuoi, ma la faccia su un bel cartellone, se possibile anni luce prima delle scadenze elettorali, deve sempre esserci.

E’ vergognoso già in situazioni normali, figuriamoci in quella attuale, spendere e spandere soldi in questa maniera.

E spostare un G20 da una parte all’altra per risparmiare, perde senso se non crei regolamentazione e tetti di spesa, se elogi il Cuore Grande degli Italiani che di fronte alle tragedie tirano fuori il meglio dai loro già spremuti portafogli e poi consenti questo spreco.

Oddio, questo modo di fare è assolutamente bipartisan quindi almeno in questo la colpa non è solo di colui le cui vicende coniugali tengono incollati alle tv di stato e non, milioni di italiani.

E oltre allo spreco vergognoso è vergognoso anche che la politica dell’opposizione sia indirizzata quasi tutta ad un argomento da rivistina da parrucchiere… E per fortuna che dicono che la Cultura stia a sinistra…

Comunque, per non divagare, qualcuno che mi conosce, o meglio conosce quello che faccio per vivere (perché, checché ne dica qualcuno, io lavoro già…) potrebbe anche dire che io faccia un discorso che può rivoltarsi contro di me, ma onestamente penso che di fronte a tanto spreco (perché non riesco a definirlo diversamente), sia un delitto tenere la bocca chiusa.

Un mio caro amico nonché cliente mi diceva una volta, per effetto di slittamenti di campagne pubblicitarie a favore di altri tipi di pubblicità: “caro mio, la politica costa”. Io mi permisi di arricchire la sua affermazione con un “la politica costa a tanti e rende a pochi…”. Risata amara e amen.

Uno ottimista e fortemente credente nel prossimo pensa: “dai, loro spendono soldi, tanti soldi ma poi si occupano di noi…”

Poi vai a vedere la tua busta paga e ti rendi conto che rimane eternamente giovane ed esile nel senso che non aumenta mai a dispetto della tua età che, invece, crescendo dovrebbe portarti alla pensione. Se ti va di lusso, nel senso che inizi a lavorare giovane e non portano il limite di età pensionabile ad essere superiore a quello che realmente riesci a raggiungere…

L’ottimista ribatte: “dai, la vita media si allunga di anno in anno, quindi di sicuro ci arrivi alla pensione, tranquillo, ci sono i progressi della medicina…”

Poi vai a prenotare una risonanza ad aprile e te la fissano a novembre in una struttura pubblica, vai in una struttura privata convenzionata e riesci a prenotarla per fine luglio. Magari a novembre potrei non arrivarci perché se non faccio presto la risonanza non so cos’ho ma se ho qualcosa di grave credo che in sei mesi questo mi divori. Vabbè, vediamo il lato positivo della cosa: il servizio sanitario non dovrà spendere soldi per provare a curarmi in qualche struttura e libero il posto per la risonanza a qualcun altro. Se la faccio a luglio magari si notano i progressi di ciò che ho e divento materiale di studio per il progresso della medicina. E rischio di arrivarci a novembre, però imbottito di medicinali, anch’essi utili a testare gli eventuali progressi della medicina. Magari potrei pagare caramente e farla subito da privato ma, come pocanzi detto, gran parte di noi italiani il portafogli ce l’abbiamo già spremuto. E io sono in questa parte. Magari potrei rivolgermi all’amico che questo è il periodo giusto visto che gli amici fioccano…

In tutti i casi e comunque vada c’è qualcosa che non va.

Ma in un paese che sperpera milioni di euro per campagne elettorali in pompa magna volete che i tempi di attesa per una risonanza siano compresi in un intervallo di tempo che va da uno a quindici giorni?

Ma dai, siamo in Italia, mica nel paese della cuccagna!

Sì lo so, qualcuno dritto e fino di cervello potrà dire che questi sono fatti che conosciamo già ma, signori miei, se ogni giorno mangi la stessa minestra nella stessa cucina da cui, per pochi, invece escono succulente e diverse pietanze ogni  benedetto giorno, allora il commento non può che essere identico. Sfiduciato ed incazzato.

Ed io, francamente, sono stufo della stessa ed indigesta minestra!





io prima ero qui…

14 05 2009

…non è che ho dormito fino ad ora…

http://fabrias.spaces.live.com





Collocazione Provvisoria

10 05 2009

Pensato il 9 maggio più o meno verso le 20 e 30…

Eccomi qua, dopo un’ora e mezzo di jam session in compagnia della mia band, ad inaugurare il mio blog nuovo di zecca…

Credo che motivo migliore per inaugurare la custodia dei miei pensieri in libertà non ci sia.

In fondo l’inaugurazione di qualsiasi cosa merita qualcosa di bello o di speciale o di indimenticabile o di straordinario.

E per un bambinone di anni 34, dico bene, 34 anni suonati, fare rock’n’roll, seppur prendendo in prestito (almeno per il momento) le parole ed i suoni di qualcun altro, ha in se qualcosa di bello, di speciale, di indimenticabile e di straordinario.

Ancor più straordinario se condiviso con ragazzi che, a veder bene, potrebbero essere anagraficamente miei figli o, a voler essere lautamente generoso con me stesso, miei fratelli minori.

Ma va bene così.

Se c’è ancora qualcosa in questo pazzo e fottutissimo mondo che unisce e abbatte qualsiasi tipo di confine, quella è la Musica.

E ti ritrovi a berti tutto d’un fiato un pomeriggio tra pezzi mandati a memoria prima per venerazione verso chi li ha scritti e da esibire ai concerti per dimostrare che la passione ti spinge a conoscere testi musicali meglio di qualsiasi odioso e vituperato testo scolastico, e dopo per riproporli con l’illusione travestita da convinzione che alla fine siano anche un po’ tuoi. Perché in fondo chi li ha scritti pensava anche a te che vivi. E vivi vero!

E fa niente se il basso, eh, il basso ogni tanto, tipo oggi, latita. Anche perché come dice Gianluca Morozzi nel suo “L’era del porco” “che i bassisti sono un po’ come gli idraulici, sono indispensabili e specializzati, lo sanno, e così vengono quando vogliono, se ne vanno quando vogliono, se la tirano. E almeno gli idraulici non si danno improvvisamente alla scultura perchè avvitare i tubi limita la loro creatività“. E fa niente se la new entry alla chitarra si sia preso un permesso.

Voce, batteria e due chitarre c’erano e si son sentite.

E ci siam ritrovati a suonare anche la preistoria del nostro gruppo, entusiasmandoci e godendo che oggi anche l’anonimo scantinato sembrava San Siro.

E non mancava nemmeno il pubblico, nostro zoccolo duro ed irriducibile propulsore della nostra anima pulsante. Grazie raga!!! ;-)

Qualcuno ci ha pure scritturati… (e vai che lì spacchiamo sicuro!!!)

Spettacolo puro.

Non sono uno bastoncino di miele ma vivo di sogni e passioni. E se coltivi sogni e passioni alla fine i frutti vengono fuori. E sei soddisfatto. E anche se l’unico frutto sarà la soddisfazione di aver saltato e cantato in uno scantinato, io so che quel frutto finirà per nutrire a lungo i miei giorni.

Vi cito in rigoroso ordine alfabetico. Grazie Benedetto, grazie Carlo, grazie Fabrizio, grazie Sabino. E grazie anche a te Davide. In fondo sei un provvisorio ma in un gruppo che si chiama Collocazione Provvisoria cosa volete che ci sia di definitivo?

CollProvv





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26 04 2009

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