Diario di un’attesa…

24 06 2011

Giovedì 23 giugno 2011 ore 23 e 32 più o meno…

Penso a quello che sta succedendo dentro di me.

Penso a come starò fra sette giorni.

E penso che vorrei che questi giorni, questi sette giorni, passino in un battito di ciglia.

Sì, lo so, il valore che do al Tempo è inestimabile. D’altronde non ho mai amato l’espressione “non vedo l’ora che arrivi” o qualcosa del genere, per il semplice gusto di assaporare fino all’ultima goccia ogni singolo attimo di vita. Con la pretesa o la presunzione o semplicemente la voglia di protrarlo all’infinito.

In fondo il Tempo è ricchezza incalcolabile eppur labile e fugace e, come tale, se non sei capace di gestirlo, si esaurisce in men che non si dica.

Ma ci son quei momenti lì che prenderesti parte della tua ricchezza, dilapidandola in uno schiocco di dita, pur di godere immediatamente di ciò che sogni da una vita.

Non c’è bisogno che stia qui a dire, a raccontare, a spiegare in che termini la componente Negrita sia parte integrante, assieme a piastrine e globuli di colori assortiti, del mio sangue.

Dico solo che fino a un paio scarso di anni fa “praticavo” il mio amore verso questi ragazzacci rocchettari sotto la doccia, in mono, o in stereo, gridando a squarciagola le loro canzoni, cercando di star dietro ad un paio di casse riproduttrici, cercando di stare attento, ma non troppo, a non contravvenire a regole armoniche, di tempo e di intonazione.

Oggi son con 5 ragazzi, ognuno speciale a modo suo, e ho detto 5, perché le tastiere, seppur sotto forma  di sequenze astratte fino a un certo punto, ci sono ancora.

E suoniamo i NEGRITA.

E fra una settimana saremo su di un palco con un musicista dei NEGRITA.

E ripenso a me, vedo me, che musicista non sono, eppure canterò con un musicista dei NEGRITA.

Qualche purista della musica potrebbe anche darmi del criminale. Lo faccia pure.

Mi torna utile per prendere in prestito il titolo di un pezzo di un altro gruppo a me caro, gli Akkura, per dire ciò che sto per dire. E scrivere ciò che sto per scrivere. Perché in vecchiaia, se il buon Dio dovesse decidere di donarmela, adorerò rileggermi per rivivere quel tir di emozioni che da un po’ di Tempo (eh, il Tempo, compare sempre. Lo vedi perché è ricchezza da trattare coi guanti?) mi attraversa, mi anima, mi elettrizza.

Perché sarò un criminale
per far Musica senza averne rudimento alcuno, e sarò banale per ciò che sto per dire e scrivere.

Ma va bene uguale.

Mi travesto da Criminale Banale per sintetizzare il pensiero ricorrente che si agita nelle mie cavità craniche in questi giorni d’attesa: io il primo luglio, e prima del primo luglio, e dopo il primo luglio, ebbene io, in quest’arco temporale che circoscrivere non so, IO SARO’ UN UOMO FELICE!


Azioni

Informazione

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s




Follow

Get every new post delivered to your Inbox.